In sua movenza è fermo

“In sua movenza è fermo” è il motto dell’Accademia degli Immobili che costruì il Teatro della Pergola e lo possedette fino al 1942. La visita-spettacolo della Compagnia delle Seggiole (primo viaggio teatrale ideato dalla compagnia nel 2006) è un viaggio affascinante nel cuore della macchina teatrale, nella storia del Teatro, alla scoperta dei suoi spazi più segreti in compagnia delle “ombre gentili” dei personaggi che nel corso dei tre secoli lo hanno reso grande e immortale: l’impresario Lanari, l’inventore Meucci, la soprano Barbieri Nini, il macchinista Canovetti e la sarta di Eleonora Duse rivivono nell’interpretazione degli attori della Compagnia delle Seggiole raccontando ai fortunati visitatori le loro vicende a metà fra il sogno e la realtà.

Il viaggio parte dal vicolo delle carrozze, antico accesso al palcoscenico, lungo il quale si aprono le nicchie che ospitavano le botteghe degli artigiani che erano di servizio alla brulicante vita del teatro. Da qui si giunge al pozzo e ai lavatoi dove si lavavano e tingevano le stoffe, e tra angusti passaggi e corridoi ecco la corte dove venivano forgiati i particolarissimi martelli da macchinisti, ancora in produzione fino a pochissimi anni fa. Il Saloncino, la Sala Oro e l’atrio delle colonne fanno da preludio alla visione più emozionante: il palcoscenico che incornicia una platea inaspettatamente più piccola rispetto allo spazio scenico.  Qui è il l telefono acustico che Antonio Meucci, macchinista alla Pergola, ideò al riparo del sipario dipinto da Gaspare Martellini nel 1828, per portare silenziosamente la voce dal palcoscenico alla graticcia e ai ballatoi posti ad un’altezza tra i 14 e i 18 metri. Il sottopalco ospita infine la sezione museale  del teatro occupata in gran parte dallo spettacolare meccanismo per il sollevamento della platea costruito da Cesare Canovetti nel 1857. Luoghi che furono una volta sede della “Città del Teatro”: un grande opificio autosufficiente nel quale si svolgevano tutti i mestieri della scena. Nel quale si viveva, di giorno e di notte; crocevia, luogo di incontro, agorà della Firenze Granducale. Palazzo delle feste di corte, grande tempio del melodramma, luogo deputato di mille trucchi e magie, sotto l’egida benevola dell’Accademia degli Immobili.

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